“DELIRIO DI ONNIPOTENZA DIGITALE.QUALI TUTELE?”-Deborah BIANCHI

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Macerata_Web_ReputationDelirio di Onnipotenza digitale.Quali tutele?-Università Macerata. 12 Maggio 2016, Avv. Deborah Bianchi. Il Web Sociale o Web 2.0 ha aperto scenari di interazione totale tra soggetti fino alle relazioni “many to many”. I social network soddisfano ampiamente il bisogno umano di quei “15 minuti di celebrità” profetizzati da Andy Worhol nel 1968. Tutti parlano di tutto con tutti e soprattutto parlano di se stessi. I selfie postati ossessivamente, i commenti degli amici, i momenti della giornata scanditi dagli emoticon e i “gattini” nuovi invasori del Pianeta Internet.

In questo scenario la persona è un Patrimonio Informativo Digitale penetrato costantemente da molteplici flussi comunicativi spesso di natura virale (es. tagging). La persona è priva di strumenti di difesa preventivi che possano evitare offese, manipolazioni o veri e propri deliri di onnipotenza digitale. Pensiamo agli episodi di fake sui social network. Si costruisce una falsa identità elettronica manipolando il patrimonio informativo di una persona reale “rubando” nominativo, foto, video, elementi anagrafici. Poi si registra su Facebook e si inizia ad attribuirle condotte spregevoli incitando gli “amici virtuali” a mostrare sdegno e magari odio verso questa persona. Le cronache sul cyberbullismo sono triste icone di questo tipo di “delirio di onnipotenza digitale”. L’autore si sente un vero e proprio “Dio” con potere di vita e di morte sulla creatura fake plasmata dallo scempio del corpo informativo della vittima. Lo stesso senso di onnipotenza digitale si rileva nel cyberstalker che costruisce un profilo fake dell’ex fidanzata e la iscrive a siti di messaggistica erotica. Addirittura la dipendente licenziata può giungere a dare in pasto ai siti porno l’identità fake della propria ex datrice di lavoro. La Rete inebria di onnipotenza e trasforma in novelli demiurghi digitali i fidanzati abbandonati, i dipendenti licenziati, i bulli vigliacchi, gli haters codardi, i truffatori più raffinati.

Quali tutele appresta il nostro Sistema Giuridico e Giudiziario contro questo “Delirio di Onnipotenza Digitale”?

Solo misure rimediali “a posteriori” e nessuna misura preventiva efficace. L’unico strumento è l’applicazione rigorosa dei protocolli di Data Protection ma sebbene si stia avviando un processo giuridico-culturale in questo senso siamo ancora lontani dalla garanzia dell’effettività della tutela. La vittima è sola prima e sola dopo il sinistro. Non esistono ricorsi effettivi come invece detterebbe il Regolamento Data Protection UE che entrerà in vigore a partire dal 2018. Non esistono risarcimenti in linea col principio dell’integralità del ristoro alla persona. Basti pensare che il danno da “sinistro Internet” viene liquidato in via equitativa da un massimo di euro 70.000,00 a un minimo di euro 5.000,00.

La vittima di un “Delirio di Onnipotenza Digitale” può giungere addirittura a suicidarsi (ricordiamo il cyberbullismo più noir), a licenziarsi, a cambiare città, a cambiare totalmente le abitudini di vita.

Pensiamoci. Se capitasse a uno di noi non ci sentiremmo nuovamente violati a percepire un risarcimento di 5.000,00 euro?